gatti animali sacri

Dall’antico Egitto, in cui erano considerati degli animali sacri, fino ad oggi, passando per i gatti neri che portano sfortuna, questo animale ha sempre fatto sorgere superstizioni e connessioni più o meno fondate con il mondo del soprannaturale. Gli animali che apparteneva alla famiglia reale del Faraone erano mummificati e sepolti con loro in modo da poter continuare nell’aldilà insieme. Allevare Gatti. Gli Egizi credevano che anche per i gatti esistesse l’aldilà ed erano considerati animali sacri al punto che, se accidentalmente ne veniva ucciso uno, il responsabile doveva essere punito con la morte. Gatto sacro di Birmania: carattere. La descrizione di Erodoto, così come vari testi egizi, mostrano che il tempio era circondato dall'acqua per tre lati su quattro, formando un lago noto come isheru, non dissimile da quello prospiciente il tempio della dea-madre Mut a Karnak[35]. In seguito si diffuse in tutto il mondo ed oggi è un meraviglioso animale da compagnia. Tuttavia, dopo la sua scoperta, si è diffuso in diversi paesi, dove è stato acclamato per la sua bellezza. [...] Trovandosi il tempio nel centro della città, può essere visto da ogni parte, girandogli intorno, dall'alto; poiché, mentre la città è stata elevata con terrapieni, il tempio invece è rimasto, senza essere toccato, com'era stato costruito da principio ed è ben visibile. È un gatto magro e snello, ma con una forte muscolatura, che gli conferisce una grande agilità. Anche in caso di una qualsiasi emergenza, come ad esempio un incendio, che richiedeva l’evacuazione di una casa, i gatti dovevano essere salvati per primi. Erodoto, che visitò la città intorno al 450 a.C., scrisse: «Tranne l'ingresso, tutto il resto è isola, poiché dal Nilo si ripartono due canali che, senza confondersi tra loro, arrivano entrambi fino all'ingresso del santuario, cui scorrono intorno, l'uno a destra, l'altro a sinistra; l'uno e l'altro hanno una larghezza di cento piedi e sono ombreggiati da alberi. L. Annibaletto, Mondadori, Milano 2013. A questo scopo incrociò una gatta Burmese e un maschio nero a pelo corto, facendo nascere così per la prima volta il gatto di Bombay. Il gatto blu di Russia è caratterizzato da un mantello corto e morbido di un colore blu-grigiastro, che gli conferisce una grande eleganza. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 23 ago 2020 alle 21:47. Più che altro, esiste una forte connessione tra i felini e il divino che deriva dall’osservazione attenta dei comportamenti di questi animali. È noto anche per il suo muso rotondo e appiattito, le sue gambe particolarmente larghe e i suoi enormi occhi arrotondati. Warburton "Chronological Table for the Dynastic Period" in Erik Hornung, Rolf Krauss & David Warburton (cur.). Per ulteriori consigli, date un'occhiata al nostro articolo sulla cura del pelo di gatto persiano. Una recente comparazione del DNA delle specie viventi ha permesso di stabilire che i primi gatti furono addomesticati a partire dal gatto selvatico africano (Felis silvestris lybica), circa 10.000 anni fa, nella zona della Mezzaluna Fertile[3][4]. Thames & Hudson. 2-lug-2019 - Esplora la bacheca "Gatto Sacro Di Birmania" di mely9 arena su Pinterest. Questa razza, conosciuta anche come "gatto bassotto", è stata scoperta negli Stati Uniti d'America come risultato di una mutazione genetica causata dall'incrocio di due gatti di razze diverse. I gatti sono animali affascinanti. La dea Mafdet, deificazione della giustizia e della pena capitale, era rappresentata con testa di leonessa[8], mentre Sekhmet, sempre leonessa, era la temutissima dea della guerra, della violenza e delle epidemie[9]. i nostri gatti sacri di birmania sono abituati a fare il bagno. Ancient Egypt Online: Cats in Ancient Egypt. Lo storico greco Erodoto scrisse, nelle sue Storie: «Quando, poi, scoppia un incendio, i gatti sono presi da fenomeni strani. Entrambe erano però identificate l'Occhio di Ra, una nel suo aspetto mite e protettivo, l'altra in quello violento[33]. 27 a.C.) descrisse un interessante esempio di giustizia sommaria cui andò incontro l'uccisore di un gatto; intorno al 60 a.C., assistette all'uccisione di un gatto egizio da parte di un cittadino romano. Al centro della città, in una depressione del terreno, si trovava il grande santuario della dea-gatta; la città sorse intorno al tempio per arginare i danni causati dalle piene del Nilo. Bubastis, che letteralmente significa Casa di Bast, divenne anche un altro nome per indicare Bastet (o Bast)[31]. Arte di fine XVIII dinastia: da Smenkhara a Horemheb, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Gatti_nell%27antico_Egitto&oldid=115067514, Errori di compilazione del template Interprogetto - template vuoto, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Pertanto, è necessario dedicargli molta attenzione ed evitare che si annoi. Nell'antica Roma i gatti erano sacri a Diana, si credeva che avessero poteri magici, concessi loro dalla Dea. Se in una casa un gatto viene a morire di morte naturale, tutti quelli che vi abitano si radono le sopracciglia. Erodoto, Storie II, 138, trad. animali sacri in Egitto sono diverse, ma i tori tra loro sono uno dei luoghi più importanti. Durante il Medioevo, invece, si associavano i gatti (specialmente quelli di colore nero) alla stregoneria. Sullo schienale del trono della principessa Sitamon, rinvenuto nella tomba (KV46) dei suoi nonni materni Yuya e Tuia, una gatta compare seduta sotto lo scranno dove siede la regina Tiy[16]. Quando morivano, i gatti delle persone più abbienti avevano diritto a una sepoltura relativamente solenne e onorevole. Inoltre, ha occhi grandi e profondi con sfumature verdi che lo rendono ancora più affascinante. Quindi, se state pensando di adottare un gatto e volete saperne di più, in questo articolo di AnimalPedia troverete alcune delle più belle razze di gatti del mondo. La prima attestazione di una divinità felina in Egitto risale a una coppa di cristallo, databile al 3100 a.C., decorata con una rappresentazione della dea Mafdet con testa di leonessa. Dopo la sua scoperta, il gatto blu di Russia fu esportato in altri paesi come il Regno Unito o gli Stati Uniti d'America, dove iniziarono ad incrociarlo con diverse razze di gatti. Per quanto riguarda il suo comportamento, è un gatto molto riservato e indipendente. L. Annibaletto, Mondadori, Milano 2013. Cerca tra migliaia di annunci selezionati il cucciolo dei tuoi sogni, trova inserzionisti che … Tuttavia, le proporzioni delle zampe rispetto alla lunghezza del corpo del Singapura sono più equilibrate, generalmente il suo mantello ha diverse tonalità di marrone e ha una testa molto piccola. Bakr, H. Brandl, F. Kalloniatis (cur. I gatti erano considerati animali sacri al punto che, se accidentalmente ne veniva ucciso uno, il responsabile doveva essere punito con la morte. Bresciani, Edda, Sulle rive del Nilo, Laterza, Bari, 2000. p. 116. I seguaci del culto di Bastet erano soliti mummificare i gatti e piangerli nello stesso modo in cui piangevano i loro stessi familiari. Oltre ad essere una delle più belle razze di gatti al mondo, è anche una delle più popolari razze di gatti giganti esistenti. In quest'altro articolo vi spieghiamo come educare un gatto cucciolo. Le iscrizioni geroglifiche che lo decorano descrivono la trasformazione della gatta in "un'Osiride", come si credeva avvenisse a tutte le persone defunte; riportano inoltre ciò che la dea Iside avrebbe esclamato accogliendo la gatta Myt nell'aldilà: «Io stendo le mie braccia dietro di te per proteggerti.[38]». Come espressione di massimo ossequio, dopo la morte i gatti venivano mummificati esattamente come gli uomini[12], e le loro mummie offerte a Bastet[13]. Tenuto in grande considerazione perché cacciatore di topi e di altri animali nocivi, con il tempo il gatto assunse il ruolo di protettore del focolare domestico e della maternità. Gli egittologi Turner e Bateson stimano che durante la XXII dinastia (945 a.C. - 715 a.C.[17]), l'antica Bast passò dall'essere una dea leonina al venire definitivamente rappresentata come una divinità protettiva e rassicurante dalle sembianze di gatto[10], mentre, viceversa, Sekhmet veniva descritta come particolarmente violenta e temibile[18]. 180-185 metri] per ogni lato. ), Egyptian Antiquities from Kufur Nigm and Bubastis. Oltre ad essere molto vicini e fedeli alla loro famiglia, sono anche agili e attivi, quindi hanno bisogno di molta attenzione e momenti di gioco. Animali sacri nel mondo: gatti e cani Chi ha qualche nozione di storia egizia sa bene che i gatti sono considerati sacri per tutta la popolazione. Anche se ha abbondante pelo su tutto il corpo, è più spesso nella zona dei fianchi o della parte posteriore del corpo. Sono generalmente di colore bianco o crema, con le aree delle estremità, del viso e della coda un po' più scure. Per quanto riguarda il carattere di questi gatti, sono curiosi e molto attivi, per cui è opportuno offrire loro momenti di divertimento ed evitare che si annoino. Su una parete del sarcofago la gatta è ritratta con un fiocco al collo. I gatti (Felis silvestris catus), noti nell' antico Egitto con il termine Mau, erano considerati sacri nella società egizia. Tuttavia, il gatto Bombay richiede molte attenzioni e cure, quindi è importante non lasciarlo solo troppo a lungo. [...] I gatti vengono portati nella città di Bubasti in locali sacri e ivi vengono sepolti, dopo essere stati imbalsamati.». La città attirò anche un grande numero di mercanti di ogni genere, mentre gli artigiani producevano migliaia di statue e amuleti raffiguranti Bastet o gatti, anche in bronzo, da vendere ai devoti. Il Sacro di Birmania è un gatto mite che adora la compagnia dei diversi componenti della famiglia, siano essi adulti o bambini. Essendo una razza molto bella e affascinante, non è raro vederla partecipare a numerosi concorsi di bellezza. Ci sono numerose ipotesi sull'origine di questa razza, tuttavia, la più precisa è quella che suggerisce la sua prima apparizione in Russia. Esso rappresentava la dea Bastet, che prima di diventare una gatta era stata una leonessa. Gatti sacri … Un giorno la gatta di Maometto, che oltre a essere trattata con grandissimo rispetto era libera di girare per tutta la casa e poteva dormire ovunque lo desiderasse, si … A causa della sua natura aggressiva e maestosa, il leone era simbolo del potere regale[14]. Mohamed I. Bakr, Helmut Brandl, "Bubastis and the Temple of Bastet", in: M.I. Ciò che più caratterizza il gatto Munchkin è il suo corpo allungato e le estremità corte, che ci ricordano la morfologia di un bassotto. Al suo interno, oltre alla mummia dell'animale, fu rinvenuta addirittura una statuetta ushabti (destinata a prendere magicamente vita e aiutare la gatta nelle faccende quotidiane nel mondo dei morti)[36]. In natura possiamo osservare felini possenti e fieri come il ghepardo o il giaguaro, ma non meno importanti sono i gatti domestici. animali sacri alla dea Bastet, una divinità molto popolare, figlia di Ra, che regnava sull’amore, sulla fertilità e sui giorni di festa. I gatti furono addomesticati molto tempo prima dei cani. Era sovente rappresentato nelle pitture parietali funebri tratte dal XVII capitolo del Libro dei morti: così compare sulle pareti delle tombe di Sennedjem[22], Nakhtamon[23] e Inherkhau[24] ubicate nella necropoli di Deir el-Medina, presso Tebe. Oltre alla loro grande socievolezza, dimostrano un grande affetto per i propri umani, essendo ideali per le famiglie con bambini. Siccome i gatti erano considerati sacri a Bastet e onorati di conseguenza, la pratica della mummificazione fu estesa anche a loro, con un picco nel periodo greco-romano dell'Egitto (IV secolo a.C. - III secolo d.C.)[27]; gli ossequi loro tributati dopo la morte riflettono il rispetto da cui erano circondati in vita quotidiana. In seguito, furono esportati in altri paesi dove negli ultimi anni sono stati incrociati in modo che raggiungessero uno standard determinato, facendo apparire il moderno gatto siamese. Apprezzato per la sua abilità nel cacciare roditori nocivi quali i topi e i ratti e nell'uccidere serpenti quali i cobra, il gatto domestico divenne presso gli egizi un simbolo di grazia e benevolenza nei confronti dell'uomo[7]. È Ra stesso ed è stato chiamato gatto [in egizio: "Mau"] dal detto di Shu: "Egli è simile ["mau"] a ciò che ha fatto"; e gli è venuto così il suo nome di gatto ["Mau"].». Sembra però che i gatti siano diventati animali "da salotto" solamente durante il Nuovo Regno, cioè tra il XVI e l'XI secolo a.C. L'arte figurativa egizia della XVIII dinastia ha lasciato testimonianza, per esempio, della predilezione della Grande sposa reale" Tiy e di sua figlia Sitamon per i gatti[12]: la regina e la principessa compaiono insieme a una gatta e un'oca domestiche (in un curioso dettaglio questi due animali sembrano perfino giocare o litigare)[12]. Il più noto tra questi animali sacri è il toro, adorato sotto il nome di Apis, di Mnevis e di Buchis.In epoca romana, Strabone fece notare che soltanto Apis e Mnevis erano considerati delle vere e proprie divinità, mentre tutti gli altri non erano che semplici bestie sacre. cm 1, vendita online Maialini da cm 1 in resina, in confezioni assortite da 4 pezzi. Infatti, un passo del XVII capitolo del Libro dei morti così recita: «Io sono questo Grande Gatto che si trovava al lago dell'albero "ished" in Eliopoli, quella notte della battaglia in cui fu compiuta la sconfitta dei sebiu, e quel giorno dello sterminio degli avversari del Signore dell'Universo. 30 metri]; da una parte e dall'altra della strada sono cresciuti degli alberiche s'innalzano fino al cielo; ed essa porta fino al santuario di Ermete.». Warburton "Chronological Table for the Dynastic Period" in Erik Hornung, Rolf Krauss & David Warburton, Ancient Egyptian Chronology (Handbook of Oriental Studies), Brill, 2006. p.493. In quel momento, Bastet divenne una divinità immensamente popolare, patrona della fertilità e della maternità, connessa agli aspetti positivi dei raggi del sole - contrariamente a Sekhmet, che incarnava il potere distruttivo del calore solare[32]. Il gatto sacro di Birmania è facilmente riconoscibile grazie ai suoi bellissimi occhi azzurri e alla forte somiglianza con il siamese. Guy Rachet, Dizionario della Civiltà egizia, Gremese Editore, Roma (1994). In questo caso si trattava del Grande Gatto di Eliopoli, trasformazione del dio-sole Ra[21], spesso raffigurato intento a sorvegliare un albero di persea, cioè l'Albero della vita eterna e della conoscenza (Albero "ished"), e ad affrontare il serpente Apopi schiacciandogli la testa con una zampa e accoltellandolo con l'altra[21].

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